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Il Club consiglia...

 

 

::DIARIO DI BORDO::  a cura di Ugo

RIFLESSIONI, RINGRAZIAMENTI E RACCONTI DI VIAGGIO.

:: 2-5 GIUGNO 2011 - LAZIO/UMBRIA ::

 

 

  1. Partecipanti:

    Duccio e Antonella (Honda Silver Wind 600)

    Salvatore e Pina (Suzuki Burgman 650 excutive)

    Ugo e Rosa (Suzuki Burgman 650 excutive)

    Carmelo e Francesca (Suzuki Burgman 650 excutive)

    Circa 1800 Km percorsi

    1°Giorno

    Nelle prime ore del mattino percorriamo l’autostrada A3 SA-RC, A1 NA-RM-FI con uscita Fiano

    Romano direzione Rieti per poi procedere sulla SS4 (Strada Salaria Nuova).

    Breve sosta e visita al Borgo di Farfa che, con i suoi 76 abitanti, si presenta con un gruppo di

    casette allineate, lungo la strada principale e le altre viuzze intorno, usate come botteghe in

    occasione delle periodiche fiere che si tenevano. Un corridoio d’ingresso e si entra nella magnifica

    Abbazia Benedettina dalle notevoli valenze storiche e spirituali, centro politico-religioso dell’epoca

    medievale per la sovranità conferitole da Carlo Magno.

    La Chiesa è un monumento di grande bellezza con decorazioni e affreschi di notevole qualità.

    Interessanti l’antico refettorio, il chiostro, la biblioteca e l’erboristeria monastica con produzioni di

    miele, liquori, marmellate, erbe officinali mediche ed aromatiche.

    Ripresa la SS4 e oltrepassati Rieti, giungiamo ne tardo pomeriggio all’azienda Agrituristica

    “Monterosato”a circa 3 km da Poggio Bustone (nota per aver dato i natali al cantautore Lucio

    Battisti). L’azienda si trova in un posto molto tranquillo, ospitalità come quella di casa, cucina

    tipica con prodotti aziendali, curata dalla Sig.ra Ornella. Ottime proporzioni qualità prezzo.

     

    2°Giorno

    Da Poggio Bustone, attraversando il paese di Rivodutri, arriviamo a Leonessa. Cittadina di origine

    medioevale barocca che si estende tra le bellissime cime del Termillo. Da vedere oltre al centro

    storico, il Santuario di S.Giuseppe di Leonessa e le maestose montagne del Termillo per giungere

    dopo circa 20km a Cascia con doverosa visita e preghiera davanti all’urna di cristallo dove vi è

    posto il corpo mummificato di Santa Rita.Percorriamo la SS29 valnerina, in mezzo a boschi di

    querce e più, disseminata da borghi in via di spopolamento o addirittura abbandonati e si arriva a

    Ferentillo, noto per le sue famose mummie, fenomeno particolarissimo di interesse nazionale ed

    internazionale. Si tratta di una realtà unica nel suo genere in quanto il procedimento di

    mummificazione è del tutto naturale, dovuto a dei particolari microrganismi presenti nella terra

    ove si trovano ed alle particolari condizioni di areazione dei locali che impediscono ai cadaveri di

    putrefare dando vita ad una sorta di mummificazione naturale.

    Breve sosta per un panino e si continua con l’itinerario raggiungendo due diversi spettacoli

    naturali: la famosa Cascata delle Marmore e il lago di Piediluco.

    La Cascata (quando non è utilizzata per alimentare la centrale idroelettrica) compie un salto

    sorprendente di 155 metri in 3 balzi. Ad un passaggio tanto carico di energia segue un quadro di

    tranquillità e pacatezza. Le limpide acque del lago Piediluco circondato da colline boscose e da

    una in particolare spunta il paesino di Labro dove, arrivando si ha la sensazione di essere tornati

    indietro nel tempo.Atmosfera medievale, con le sue case bianche di pietra calcarea tra le vie

    lastricate e sotto gli archi, si sale sino alla torre alta, terrazza sui monti circostanti con veduta

    mozzafiato del Lago.L’itinerario si conclude a Rivodutri per ammirare il monumentale Faggio di S.

    Francesco con i suoi 8 metri di altezza per 4 o 5 metri di circonferenza. Famoso per la sua

    forma straordinaria, con i rami che si intrecciano sino a creare onde e nodi della bellezza inusuale.

    La tradizione vuole che la pianta assunse questa conformazione per proteggere S. Francesco da

    una tempesta che lo sorprese durante un solitario ritiro mistico.  

     

    3°Giorno

    Dedicato al cammino di S. Francesco nella Valle Santa dove sono collocati i quattro santuari

    francescani: Poggio Bustone, Fonte Colombo, la Foresta, Greccio con distanze che variano dai 5

    ai 20 metri l’uno dall’altro, idealmente disposti alle quattro estremità di una croce mistica.

     

    Ai piedi del Terminillo giace, al centro di una corona di monti, la Valle Santa.. Benedetta nel XIII

    sec dal passaggio del Patrono d’Italia. S. Francesco d’Assisi che, spogliatosi dei propri abiti e

    uscito da Assisi, nel 1208 arrivò alle pendici dei monti e trovò riparo a Poggio Bustone.

     

    Con il celebre saluto “Buongiorno buona gente” salutò gli abitanti del Borgo e della Valle. Ricevuto

    il perdono di Dio, iniziò la vita fraterna con i primi 6 compagni che inviò per la prima grande

    missione di pace. Il santuario vanta di due romitori: uno superiore con una chiesetta incassata

    sotto una massa rocciosa e nascosta dal bosco, in cui il santo fu rimesso di tutti i suoi peccati. Il

    Romitorio inferiore è invece l’attuale Chiesa e convento si S. Giacomo: dal piazzale antistante si

    gode di una splendida vista su tutta la conca.Sulle pendici boscose dei monti Reatini, a circa 5 km

    a Nord da Rieti, sorge la costruzione del convento la Foresta che accoglie tra le mura la chiesa di

    S. Fabiano (al cui interno un affresco che illustra uno dei miracoli compiuti da S. Francesco, ospite

    del sacerdote che custodiva la chiesa, il Santo fece si che da uno scarso raccolto d’uva il prete

    ricavasse una quantità notevole di vino), il piccolo chiostro quattrocentesco, la cantina dove

    avvenne il miracolo con parte della pavimentazione originale e la grotta nella quale, secondo la

    tradizione, Fancesco avrebbe tratto ispirazione per il suo Cantico delle Creature.Un panino veloce

    nell’antica capitale dei Sabini: Rieti .Tra la cinta muraria integra e il fiume Velino, il centro storico

    rivela architetture interessanti nelle vie rinascimentali ed edifici medievali, come il Palazzo

    Comunale ed il palazzo Vescovile. A 6 km a sud di Rieti, aldilà del fiume Turano, in una zona

    impervia, si alza, quasi appoggiata alla roccia, la semplice struttura del complesso di Fonte

    Colombo. Da ammirare la Chiesa quattrocentesca dei santi Francesco e Bernardino, il Romitorio

    nel cui interno Francesco fu operato agli occhi, la grotta di Frate Leone al quale nel 1223,

    Francesco detto’ una redazione della sua regola. Fuori dall’itinerario principale, a circa 19 km da

    Rieti, quasi sospeso su una rupe sospesa, fuori dal paese di Greccio, sia alza il Santuario noto a

    tutto il mondo. Comprende la cappella di S. Lucia, ricavata nella grotta che la notte del natale del

    1223 il poverello d’Assisi celebrò in maniera realistica la nascita di Gesù bambino, dando così

    inizio alla tradizione del presepe. Interessanti sono pure la cucina, lo spoglio-dormitorio, la cella

    dove Francesco dormiva sulla nuda terra ed infine la mostra museo permanente dei presepi di

    tutto il mondo.

     

    4°Giorno

    Il viaggio di ritorno inizia nella prima mattinata. Lasciato Poggio Bustone (via Salaria) decidiamo

    un percorso parzialmente diverso dall’andata. Imbocchiamo la SP34 Turanense per poi arrivare a

    costeggiare il Lago di Turano. Uno specchio d’acqua azzurrissimo che si spalanca d’improvviso in

    mezzo all’Appennino Laziale: un itinerario tra stradine di montagna e boschi incontaminati,

    caratterizzato da paesaggi fiabeschi, antichi paesi e castelli che si specchiano nelle limpide acque.

    A metà del lago si fronteggiano, il primo su una penisola e l’altro su un promontorio roccioso, i

    due centri abitati di Colle di Toca e di Castel di Tora, quest’ultimo definito “un presepe che

    galleggia sulle acque” e che fa parte dei borghi più belli d’Italia. Raggiungiamo l’autostrada A24

    (Aquila-Roma) con una breve sosta di ristoro nella città eterna: Roma. Nel primo pomeriggio

    partenza con arrivo a Catanzaro in tarda serata.

     

    Un doveroso ringraziamento va a Carmelo per aver scelto questi luoghi meravigliosi e a tutti i

    partecipanti. La loro collaborazione è stata preziosa, rendendo questa breve vacanza

    “indimenticabile”.

     

  2. Grazie a tutti e a presto con un triplice lampeggio!

    Il presidente.

 

:: 2-4 LUGLIO 2010 - ETNA E DINTORNI ::

 

  1. Secondo  appuntamento del club con il più importante vulcano attivo d’Europa: l’Etna, luogo di

    incomparabile bellezza.

    Rispetto al primo viaggio organizzato nel 2008, dove le pessime condizioni atmosferiche non ci

    permisero di salire sui crateri del lato Sud (strada che da Nicolosi porta al rifugio Sapienza)

    questa volta, nei giorni 2-3-4 luglio 2010 ci siamo diretti invece sul lato Nord.

    PRIMO GIORNO

    Due Suzuky Burgman 650 executive u un’Honda Silver Wing 600 con a bordo Ugo e Rosa,

    Carmelo e Francesca, Duccio e Antonella, via Autostrada A3 (SA-RC) e A!( (ME-CT) con uscita

    Fiumefreddo percorriamo la SS. 120 dell’Etna e delle Madonie, direzione Randazzo, ed

    attraversando i paesi di Piedimonte Etneo e Linguaglossa, nle pomeriggio raggiungiamo l’Azienda

    Agrituristica “Etna wine” sita in località Passopisciaro.Prezzi modici, appartamenti funzionali e

    posizione ideale sono le caratteristiche essenziali per consigliarlo alle famiglie che amano

    trascorrere una vacanza tranquilla o per chi intende raggiungere in brevissimo tempo luoghi

    culturali, storici e naturalistici. L’Azienda Agrituristica Vinicola dei F.lli Grasso, dominata da una villa

    ottocentesca in stile inglese, interamente ristrutturata, è immersa nei 10 ettari di proprietà

    coltivati a vigneti da cui si producono degli ottimi vini rossi ottenuti dalla selezione di uve “Nerello

    Mascalese” e vini bianchi ottenuti dall’uvaggio dei vitigni Iusola, Cataratto, Carricante e Minnella;

    vini che gli ospiti possono degustare nelle apposite sale.Nel ristorante si assaporano piatti

    semplici e antichi della tradizionale cucina siciliana quali antipasti con salumi, formaggi, conserve

    e sott’oli fatti in casa; primi piatti quali pasta di casa con ragù di maiale, pennette con pistacchi

    di Bronte; secondi piatti quali grigliate miste, salsiccia speziata di maiale nero dei Nebrodi;

    contorni vari e dolci della casa.

    Infine l’Azienda possiede un’interessante museo dell’antica civiltà contadina, dove si può

    ammirare un frantoio in pietra lavica della seconda metà dell’800 e la cantina storica del fine 700,

    nel cui interno si possono ammirare botti in legno di castagno della capienza singola di 32.000 Lt.

    SECONDO GIORNO

    Riprendendo la SS. 120, si contorna il piede del gigante vulcanico e raggiungiamo Linguaglossa,

    grosso centro sulle pendici settentrionali del monte, in una zona lavica incisa da profondi valloni, e

    che pare sia stata costruita su 7 calate laviche sette lingue. Visitato il centro del paese con il suo

    corso principale e breve sosta in pasticceria nella piazza più ampia del paese sorge la Chiesa

    Madre edificata nel 1613. Interno splendido con navata centrale interamente in legno con

    decorazioni, risulta esser un’opera maestosa, nata dal meticoloso lavoro di un artigiano

    linguaglossese.

    Lasciata Linguaglossa, attraversando boschi di castagno, querce, pini, faggi e betulle, si arriva al

    rifugio Mareneve dove ha inizio l’escursione da quota q810 metri, in una località denominata

    “Piano Provenzana”, stravolta dalle calate dell’eruzione del 27 ottobre 2002, le quali hanno

    cancellato totalmente la stazione turistica di Etna Nord. Fiore all’occhiello del paese di

    Linguaglossa. Da qui si raggiunge quota 2800 metri percorrendo, con i fuoristrada 4x4 della

    società Star, una pista tracciata fra suggestive distese di lava e sabbia vulcanica lungo la frattura

    apertasi durante l’eruzione del 2002. Possiamo osservare, nel contesto dl tipico paesaggio

    lunare, numerose fumarole scaturentida fratture di eruzioni del 1923 al 2002  e le calate laviche

    del Leone e del Bove, quest’ultima in particolare estesa per ben 8 Km in direzione Nord-Sud.

    La vetta è rimasta, ancora un volta, un sogno!

    Le autorità competenti non hanno consentito il proseguimento dell’escursione, in quanto la

    pressione interna del vulcano era al limite di un’eventuale eruzione.

    Ciò vuol dire che ci sarà sicuramente una terza puntata della sere…e la storia non finisce qui!

    Ripresa sempre la SS. 120 in direzione Randazzo, in vista dei contrafforti meridionali dei Nebrodi

    sino al bivio, con indicazione Maniale, si raggiunge il Castello di Nelson con relativo museo.

    Originariamente Abbazia di S. Maria di Maniale, fondata in epoca normanna (1174), con annessa

    la Chiesa con Madonna bizantina, è un curioso monumento simbolo tra i più singolari.

    Ferdinando IV re di Napoli e di Sicilia, la donò nel 1799, assieme al titolo di duca di Bronte, a

    Orazio Nelson, ammiraglio inglese a titolo di ricompensa per l’intervento della marina inglese

    durante la restaurazione Borbonica.

    Trasformata in dimora signorile di campagna, essa è rimasta ai discendenti dell’ammiraglio fino al

    1981, per poi essere venduta al Comune di Bronte, attuale proprietario.

    Dell’antico Castello rimane poco, oltre le due torrette medievali ed un grande parco all’inglese, gli

    ambienti furono riadattati dagli eredi di Nelson a scopi abitativi o a magazzini utilizzati per

    l’agricoltura, ma sono ancora visitabili ed espongono alcuni cimeli d’epoca appartenenti

    all’ammiraglio. Nel cortile interno vi è una croce celtica dedicata all’ammiraglio.

    Continuando per la mitica SS. 120, situata in uno sperone del versante settentrionale dell’Etna,

    pressocchè al riparo dalle lavate laviche, entriamo nel centro di Randazzo, cittadina che conserva

    le memorie architettoniche dell’Etna normanna-sveva e aragonese; vanto di numerose chiese

    quali la Chiesa di S. Maria, la Chiesa di S. Nicolò, la Chiesa di S. Martino e numerosi monasteri che

    nella storia di un tempo contava nel suo comprensorio oltre 100 chiese.

    TERZO GIORNO

    Di buon mattino, dopo aver fatti colazione, si prende la strada del ritorno.. si fa per dire, la

    giornata è ancora con noi!

    Lasciamo la SS. 120 nel centro di Passopisciaro e percorriamo la SS. 110 direzione Martinero,

    attraversando le montagne di nebrodi e, tra un tronante ed un altro, una salita e una discesa, il

    misterisoso vulcano è sempre lì, ad accompagnarci sulla via del ritorno, come se volesse

    sussurrare “arrivederci a presto”.

    Attraversati i paesi di Maio Alcantera e Roccella Valdenone, giungiamo ad uno dei borghi più belli

    d’Italia: Montalbano Elicona i cui nome si riferisce all’antico monte su cui fu realizzato un castello

    per volere di Federico II d’Aaragona. Interessante la visita all’interno del castello dove sono

    custodite le armature dell’epoca; da non perdere la visita al Duomo che si trova in prossimità del

    castello, nel vero centro storico medievale. Il suo interno è ricco di tele opera del Cagni, come la

    statua marmorea di S. Nicola e un magnifico altare marmoreo per non parlare del favoloso

    organo dotato di oltre 4.000 canne.

    Il caldo si fa sentire. È ora di un buon gelato tipico siciliano.

    Giungiamo sulla costa tirrenica e diventa obbligatoria una visita al Santuario della Madonna nera

    di Tindari. Il Santuario si trova sull’estremità orientale del promontorio a strapiombo su mare, e

    se ci si affaccia dal balcone cittadino, si scoprono sotto meravigliose lingue di sabbia bianca, che

    disegnano lagune e anse dagli effetti caraibici. All’interno del Santuario la statua della Madonna

    nera, scolpita in legno di cedro, forse giunta dall’Oriente in seguito al fenomeno politco-religioso

    sviluppatosi nell’impero bizantino.

    Doveroso da buoni calabresi una visita alla tomba, posta sempre alinterno del santuario, del

    Vescovo cattolico Giuseppe Pullano nato a Pentone nel 1907, Rettore del  Santuario di Squillace

    e, successivamente arciprete di Gimigliano- Santuario Madonna di Porto, per poi essere

    nominato Vescovo diocesiano di Patti. Fu l’ideatore e realizzatore del nuovo Santuario di Tindari

    (che incalca in grande il progetto avviato a Porto)si spense nella sua casa natale a S.Elia Pentone

    e le sue spoglie sono conservate, come detto, nel Santuario di Tindari.

    Si riparte, percorrendo la SS118 che costeggia il mare con uno scenario incomparabile attraverso

    le spiagge di Marina di Patti, proseguendo per SS113 attraversiamo gli abitati di Gioiosa Marea e

    Brolo sino a raggiungere Capo d’Orlando. Qui la sorpresa! D’avanti lo specchio di mare di Capo

    d’Orlando,con il naso in su abbiamo potuto ammirare nel cielo velivoli che si sono cimentati in

    evoluzioni mozzafiato per poi chiudere la manifestazione, alla presenza di circa 70.000

    spettatori, la mitica pattuglia acrobatica, fiore all’occhiello per noi italiani, delle frecce tricolore:

    10 veivoli provenienti dall’aeroporto di Siganella, hanno dipinto il cielo azzurro con il caratteristico

    fumo tricolore.

    È stato bellissimo… ne vale la pena vederli dal vivo.

    Dopo un buon arancino e un piatto di caponata siciliana, rientro a Catanzaro via autostrada.

    La Sicilia, ancora una volta ci ha regalato tantissime emozioni, gli amici oltretutto.

    Grazie a tutti e a presto con un triplice lampeggio!

    Il presidente.

 

:: 29 MAGGIO - 2 GIUGNO 2010 - ROMA E CASTELLI ROMANI::

 

  1. Il viaggio intrapreso dal club 2cilindri dal 29/05/10 al 02/06/10 si e’ concentrato sul parco dei Castelli Romani,

  2. argomento di tante canzoni e stornelli d’osteria.Il paesaggio tranquillo e riposante spinse in passato la nobilta’

  3.  romana ( e perfino i Pontefici ) a trasferire le proprie residenze costruendovi ricche dimore e palazzi (i castelli)

  4.  attorno ai quali si sono sviluppati vivaci e pittoreschi paesini noti anche per il tipico vino che si producono nelle

  5. loro colline e la spontaneita’ d' osteria come invitante cornice.Altra zona visitata della campagna romana:

  6. l’Aniene e i Prenestini tra torri, castelli e ville imperiali,per poi finire in luoghi di meditazione sulle tracce di

  7. S.Benedetto con la visita dei monasteri Benedettini ed attraversando il cuore della Ciociaria,le visite alle Certose

  8. Cistercensi di Trisulli e Casamari.

  9.  

  10. PRIMO GIORNO: In sella ai nostri scooter Ugo e Rosa, Carmelo e Francesca, Duccio e Antonella, Tonino,

  11. Pietro percorriamo via autostrada A3 (SA-RC) e dopo A1 (RM-NA) con uscita Castelli Romani raggiungendo nel

  12. pomeriggio nostra la sede logistica. Un meraviglioso Agriturismo dal nome “Trinca” ( il nome dice tutto!) con

  13. sede in Marino localita’ Frattocchie , posizione strategica che, a distanza di 2 km si raggiunge l’ aeroporto di

  14. Ciampino e Castel Gandolfo. Un  plauso ed un vivo ringraziamento alla proprietaria sig.ra Ada Maria Elvira

  15. Trinca, al marito Armando e a tutta la famiglia per la grande ospitalita’. E’  il caso di dirlo “ci siamo sentiti

  16. veramente a casa nostra”.Gli appartamentini, indipendenti, tra loro dotati di angolo cottura, sono stati

  17. confortevoli e funzionali ideali per la famiglia in vacanza.La sig.ra Ada con superba professionalita’ ci ha deliziato

  18. delle prelibatezze, con prodotti dell’ azienda.Un ottimo vino produzione propria, ci ha accompagnato in queste

  19. serate tra varie ed abbondanti portate di fettuccine con ragu’, amatriciana,ravioli speziati con crema di noci, la

  20. gricia(una matriciana in bianco e’Buonissimaaa!) per poi passare alla seconde pietanze: abbacchio,porchetta,

  21. saltinbocca alla romana,pollo alla birra, svariati contorni ed infine le deliziose fragole di Nemi adagiate su una

  22. morbida crema e una candida panna, e dolci della casa. GRAZIE DI TUTTO. Qualita’, cortesia, ed amicizia,

  23. sono le caratteristiche primarie che l’ Agriturismo “Trinca” offre ai propri ospiti.

  24.  

  25. SECONDO GIORNO:Si parte di buon mattino e a circa 2 km il lago di Albano, lo si avvista subito, dalle stradine

  26. di Castel Gandolfo, noto per il palazzo Papale, residenza estiva del Papa, gloria e limite del paese perche’ tutto

  27. cio’ che e’ del Vaticano e’ chiuso alla visite.Lungo le vie del lago, inizia la salita caratterizzata da tornanti

  28. armoniosi e breve sosta, con vista mozzafiato del lago,dal muro di cinta  che circonda il Convento dei capuccini

  29. “Palazzolo”. Dopo pochi km appare, lungo le pendici del Monte Cavo, la spettacolare visione delle case

  30. medioevali di Rocca di Papa.Un’ altro piccolo lago, dalle sponde ricche di vegetazione, lungo la S.S. 217 detta la

  31. via dei laghi, e’ quella sul quale si affaccia l’abitato di Nemi, noto oltre per la coltivazione delle fragole, per il

  32. rinascimentale palazzo Ruspoli e per le due Navi Romane ritrovate nel 1928 e andate distrutte durante l’ultima

  33. guerra: le riproduzioni in scala sono conservate nel Museo Nemorense in riva al lago stesso.Continuando la

  34. strada dei laghi a pochi km trovasi Genzano di Roma, che tra il palazzo Sforza-Cesarini e la chiesa , si scopre il

  35. centro piu’ tradizionale affacciato sul lago di Nemi.A Pochissimi minuti si raggiunge Ariccia . Interessante la

  36. chiesa di S.M. dell’Assunzione con la grandiosa cupola e sul retro il borgo Medioevale. Ariccia e’ tipica per le sue

  37. antiche osterie chiamate “fraschette” ed in una di queste, precisamente “da Sora Ines”abbiamo gustato la

  38. famosa porchetta, accompagnata da un buon bicchiere di vino.La giornata si conclude raggiungendo la patria di

  39. Romolo e Remo, Albano Laziale alla spalle del lago  cui regala il nome, con i suoi monumenti importanti:Porta

  40. Pretoria, S, Pietro con il campanile romanico. Gli amici dell’ Agriturismo sono pronti per servire la cena

  41. Catulliana.

  42.  

  43. TERZO GIORNO :Raggiunto facilmente  in pochi km il raccordo anulare di Roma, direzione Autostrade, con

  44. uscita Tiburtina, si imbocca la statale 5 in direzione di Tivoli (19 km), e lungho la valle dell’ Aniene raggiungiamo

  45. il sito archeologico di Villa Adriana, fatta costruire fra il 125 e il 135 d.c.dall’ Imperatore Adriano a ricordo dei

  46. luoghi e degli edifici, che avevano colpito la sua fantasia nei suoi numerosi viaggi.Giunti a Tivoli, un’amara

  47. sorpresa ci attende! Non possiamo visitare Villa d’Este in quanto il lunedi’e’chiusa al

  48. pubblico.RICORDATEVELO ! Proseguiamo la nostra marcia e lasciata la Tiburtina e imboccata la strada

  49. Sublacense,in breve si giunge a Subiaco e subito dopo all’ Abbazia di S.Scolastica, fondata da S.Benedetto nel

  50. VI  secolo.Un km piu’su', l’ardita strada porta al Monastero  Sacro Speco, dove il giovane Benedetto visse nella

  51. Santa Grotta per tre anni, ignoto a tutti, eccetto a Dio e al monaco Romano. Questi dall’orlo della roccia

  52. scoscesa al di sopra dello speco, calava al giovane  eremita, mediante una lunga corda , un po’ di cibo.

  53. Ambienti mirabilmente affrescati, sedi di pace e tranquillita’dove il visitatore non puo’non sentirsi preso dal

  54. profondo misticismo del luogo.Il rientro si articola, proseguendo la statale ,attraversando caratteristici paesini

  55. quali Olevano Romano, Palestrina, Monte Porzio Catone e Frascati, che osserva dall’ alto Roma,terra di vini e

  56. ville tra cui la pittoresca Villa Aldobrandini ed il suo grande parco ed infine Grottaferrata e Marino.

  57.  

  58. QUARTO GIORNO: Ripercorrendo la via Appia e costeggiando il lago di Albano e quello di Nemi si arriva a

  59. Velletri, antica colonia romana e limite estremo dei Castelli Romani, ci si imbatte in una serie di strade minori

  60. che, il poco traffico, rende godibili e guidabili, per andare a scoprire la Ciociaria, tra architetture di pregio, borghi

  61. pittoreschi come Lariano, Artena, Colleferro ed Anagni detta la citta’ dei Papi non solo per essere stata la patria

  62. di quattro grandi pontefici:Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV, Bonifacio VIII ma fu anche residenza ufficiale

  63. dei Papi che trovavano in Anagni un sicuro rifugio. Fu residenza estiva di Marco Aurelio,Lucio Settimio Severo e

  64. Caracalla. Da visitare Cattedrale S. Maria e Palazzo Bonifacio VIII. Lasciata Anagni si attraversa l’abitato di

  65. Ferrentino,Alatri, Collepardo con le sue grotte , per giungere alla Certosa di Trisulti che sorge, a 825 mt di quota

  66. a ridosso del parco Nazionale d’ Abruzzo.La costruzione della Certosa risale al 1204 quando fu edificata sui

  67. resti dell’antica abbazia Benedettina risalete all’ anno Mille e fu tenuta  dai Certosini sino al 1947 e subito dopo,

  68. affidata alla Congregazione  Cistercense di Casamari. Di architettura Romanico-Gotica la Certosa vanta di

  69. numerosi affreschi e tele, ma sopratutto l’antica farmacia, ora trasformata in museo ove conserva le vetrine e i

  70. recipienti di vetro, dove i monaci conservavano le erbe e le spezie, raccolti sui monti circostanti e da cui

  71. estraevano essenze e aromi ancora oggi prodotti all’ interno del Monastero tra cui Amaro Centerbe, Grappa,

  72. Anisette e Gocce Imperiali,tipica specialita’ cistercense, inventata da Fra Eutimio nel 1938.Un consiglio :

  73. quest'ultima e’ indicata solo per chi sopporta l’alcool e possiede un fegato sano. Novanta gradi non sono facili da

  74. mandar giu’.Provare per gredere!Proseguendo la strada attraverso il monte e passando per l’ abitato di Veroli, si

  75. giunge all’ Abbazia di Casamari, la cui costruzione risale al 1096 edificata dai benedettini in stile Gotico sino al

  76. XII secolo periodo di decadenza dell’ ordine, per poi passare all’ ordine dei Cistercensi, le cui modifiche e

  77. ampliamenti hanno rispettato lo stile semplice e austero previsto dall’ ordine stesso nato in Francia.L’Abbazia

  78. possiede una fornitissima biblioteca, fra cui i primissimi volumi di canti Gregoriani,in quanto i monaci di

  79. Casamari celebrano la loro liturgia in canto gregoriano . Da non perdere, ne vale la pena ascoltarli. All’ interno

  80. oltre la chiesa, il chiostro,il refettorio,i campi coltivati alla perfezione e le officine dove si producono e si vendono

  81. vari liquori,lavanda imperiale ecc. In serata si rientra alla base, questa volta via autostrada svincolo Frosinone,

  82. percorrendo circa 100 km.

  83.  

  84. QUINTO GIORNO : Partenza per Catanzaro via autostrada  con sosta a Salerno per gustare un’ ottima pizza in

  85. compagnia dei nostri amici Emiddio e la moglie Laura residenti a Gragnano (NA) .In serata abbiamo raggiunto

  86. Catanzaro, forse un po’ stanchi ma felici e soddisfatti per aver trascorso una meravigliosa breve vacanza

  87. all’isegna dell’amicizia, come detto in altre occasioni principio fondamentale su cui si basa il nostro club .

  88.  

  89.  

  90. Grazie a tutti ed alla prossima con un felice lampeggio    

  91.  

  92. Il presidente Ugo Gigliotti.

 

 

:: 30 APRILE / 3 MAGGIO 2009 - RAGUSA::

 

Come da programma, il club 2 cilindri maxi scooter di Catanzaro, nei giorni 30 Aprile e 3 Maggio 2009 ha organizzato un viaggio in Sicilia.

Ugo, Carmelo, Eugenio e Massimo alla guida dei Suzuki  Burgman 650 executive, unitamente alle zavorrine, Rosa, Francesca, Silvana e Melina, questa volta hanno scelto la  Sicilia barocca, patrimonio dell’Unesco all’insegna della storia, cultura e sapori, in coincidenza delle sagre  programmate nelle località visitate.

In questi 3 giorni si è pernottato in un agriturismo veramente impeccabile tra Ragusa e Marina di Ragusa, le casette tutte indipendenti ricavate da un’antichissima  azienda di allevamento di bestiame, rigorosamente in pietra, tipiche della zona, dotate di tutti i confort hanno fatto  da corollario a questa indimenticabile gita. Ci siamo diretti  a Modica, dove oltre ad ammirare le  bellezze che fanno parte del patrimonio dell’Unesco… si è potuto gustare il prodotto per eccellenza ed unico al mondo del famoso cioccolato modicano.

sE VUOI SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI.

 

:: 30 MAGGIO/2 GIUGNO 2009 - VITERBO ::

 

NONOSTANTE LE CONDIZIONI ATMOSFERICHE NON FOSSERO A NOSTRO FAVORE , SABATO 30 MAGGIO ,UGO, CARMELO, ROSA E FRANCESCA SIAMO PARTI IN SELLA AI N/S BURGMAN 650.

PRIMA FERMATA ROMA A PIAZZA SAN PIETRO E POI PROSEGUIRE PER MONTE FIASCONE (VT) ALL' AGRITURISMO CASONE DOVE AVEVAMO PRENOTATO, POSTO MOLTO BELLO BEN CURATO DI OSPITALITA' IMPECCABILE.DOMENICA 31 VISITA ALLA CITTA' BOLSENA E LAGO E PROSEGUIMENTO PER CIVITA DI BAGNOREGIO , BORGO MEDIOEVALE TRA I PIU' BELLI D' ITALIA DIROCCATO SU DI UN COLLE DI TUFO E COLLEGATO DA UNO STRETTO PONTE AL N/S ARRIVO ABBIAMO POTUTO ASSISTERE ALLA FESTA DELLA MADONNA DELL'ANNUNZIATA.

LUNEDI 1 GIUGNO SIAMO ARRIVATI AD  ORVIETO DOVE CI SIAMO INCONTRATI CON GLI AMICI DEL CLUB BURGMAN E DOPO AVER PRANZATO INSIEME, ABBIAMO  VISITATO IL DUOMO, BELLISSIMA COTRUZIONE IN STILE ROMANICO COTRUITA PER VOLONTA' DAL PAPA NICCOLO' IV NEL 1290. POCO PIU' GIU' DEL DUOMO SI TROVA IL POZZO DI SAN PATRIZIO GENIALE COSTRUZIONE A DOPPIA SCALA ELICOIDALE CHE PERMETTEVA AI MULI CHE TRASPORTAVANO L' ACQUA DI SCENDERE SENZA INCROCIARSI CON QUELLI CHE RISALIVANO E STATO REALIZZATO DA SANGALLO NEL 1528 IL POZZO HA  UNA PROFONDITA' DI 62 METRI .

SALUTATI GLI AMICI DEL CLUB BURGMAN E  CHE IN FUTURO SI POSSA ORGANIZZARE QUALCOSA INSIEME.MARTEDI 2 GIUGNO RITORNO CON VISITA A VITERBO DETTA ANCHE LA CITTA' DEI PAPI  AL N/S ARRIVO SI SVOLGEVA LA PARATA DI TUTTE LE FORZE MILITARI POI VISITA ALLA CATTEDRALE DI SAN LORENZO E AL PALAZZO COMUNALE ,VIAGGIO DI RITORNO RIPRESA L'AUTOSTRADA DIREZIONE SA-RC PER CATANZARO.

 

:: 21 GIUGNO 2009  - SANTASEVERINA ::

 

SIAMO PARTITI  DA CATANZARO LIDO DOPO AVER RIUNITO IL GRUPPO SEGUENDO LA STATALE 106 PER CROTONE SIAMO ARRIVATI AL CASTELLO DI SANTA SEVERINA.

IL CASTELLO DOMINA CON LA SUA IMPONENTE MOLE LA SPENDIDA PIAZZA DI SANTA SEVERINA E COMPOSTO DA 4 TORRI CILINDRICHE E DA 4 BASTIONI IN CORRISPONDENZA DELLE TORRI, LA COSTRUZIONE DEL CASTELLO E DA ATTRIBUIRE A ROBERTO IL GUISCARDO CHE MODIFICO' IL CASTELLO SU UNA FORTIFICAZIONE DI ORIGINI BIZANTINE NEL 500 , POI  FU RESTAURATO AD OPERA DI  CARRAFA E DEI SUOI DISCENDENTI ,LE ULTIME OPERE DI RESTAURO SONO DURATE FINO AL 1998.

FINITA LA VISITA SIAMO RISALITI  VERSO LA STATALE 107 FINO A QUASI 1400 METRI DI ALTEZZA, NELLA SILA GRANDE , USCITA A SILVANA MANSIO IN UN CASELLO FERROVIARIO DISMESSO DOVE  ALCUNI VECCHI VAGONI DEL TRENO SONO STATI ADIBITI A RISTORANTE, AL POSTO DEI SEDILI ,TAVOLI E SEDIE DOVE ABBIAMO PRANZATO RIVIVENDO ATMOSFERA DI  TEMPI PASSATI , QUANDO DA RAGAZZI PRENDEVAMO IL TRENINO PER ANDARE AL MARE, CARMELO COME AL SOLITO CI SBALORDISCE ANDANDO A SCOVARE POSTI VERAMENTE UNICI. POI RIPARTENZA DIREZIONE PER SAN GIOVANNI IN FIORE VISITA ALLA  CHIESA MATRICE E DOPO UN BEL GELATO RITORNO A CASA.

 

:: 28 GIUGNO 2009 - POLLINO ::

 

SIAMO ANDATI A VISITARE IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL POLLINO. IL NOSTRO AMICO E SOCIO FONDATORE CARMELO SEMPRE ATTENTO A TROVARE POSTI VERAMENTE UNICI .

ABBIAMO INTRAPRESO L' AUTOSTRADA SA/RG PRIMA USCITA MORANO DOPO UNA BREVE VISITA AL PAESE SIAMO RIPARTITI PER MORMANNO PRIMA DI ENTRARE IN PAESE CI SIAMO FERMATI AD UN RADUNO DI MOTO. 

VISITA  LA CATTEDRALE E AL FARO VOTIVO DEDICATO AI CADUTI DELLE DUE GUERRE MONDIALI, DOPO AVER PRANZATO SIAMO RISALITI A QUOTA 1537 METRI SUL MONTE POLLINO. 

A VISITARE IL SANTUARIO DEL POLLINO DOVE LA MADONNA APPAERVE A DEI  PASTORI IN UNA GROTTA NEL 1725 E FU COSTRUITO IL  SANTUARIO. NEL MESE DI GIUGNO DI OGNI ANNO LA MADONNA CHE DURANTE L' ANNO STA  NELLA CHIESA MADRE DI SAN SEVERINO LUCANO VIENE PORTATA A SPALLE DAI DEVOTI SUL MONTE  DOVE RIMANE FINO AL MESE DI SETTEMBRE.

SCENDENDO DAL MONTE ABBIAMO ATTRAVERSATO LA ZONA STORICO CULTURALE ARBERESHE. CON I PAESINI COME CESOSIMO, S. COSTANTINO ALBANESE ED ORIOLO. ABBIAMO POI PRESO LA STATALE 106 IONICA PASSANDO PER ROSSANO,CIRO' CROTONE E CATANZARO. UN SALUTO PER TUTTI GLI AMICI CHE NON SONO POTUTI VENIRE DA UGO, CARMELO, EUGENIO. ROSA, FRANCESCA E SILVANA. UN NOSTRO RINGRAZIAMENTO VA AD EUGENIO PER LE SUE FOTO.  

 

:: 14-23 AGOSTO 2009::

 

IL CLUB 2CILINDRI VA IN VACANZA....A PALERMO

 

:: 13 SETTEMBRE 2009 - DIAMANTE CITTA' DEI MURALES ::

 

DA BUONI ESTIMATORI DEL PEPERONCINO NOI DEL CLUB 2 CILINDRI NON POTEVAMO MANCARE A QUESTO EVENTO.

SUL LUNGOMARE  DI DIAMANTE C'ERANO TUTTI GLI STAND DEI PRODOTTI CALABRESI PROTAGONISTA IL PEPERONCINO IN TUTTE LE SPECIE E PREPARAZIONI, NOI ABBIAMO  ASSAGGIATO TUTTE LE SPECIALITA' NON SOLO CALABRESI MA ANCHE PROVENIENTI DALLA SICILIA , PUGLIA , SARDEGNA E PERSINO DAL MESSICO .

OLTRE AD AVERE ASSAGGIATO LE PRELIBATEZZE DOLCI E PICCANTI QUALI PRALINE DI CIOCCOLATO FONDENTE CON CREMA INFUOCATA, LIQUORE DI CEDRO E CIOCCOLATO PICCANTE , CROSTATA DEL DIAVOLO E GRAPPA PICCANTE TRA I  VICOLI DEL PAESE ABBIAMO AMMIRATO I NUMEROSI MURALES CE TAPPEZZAVANO LE FACCIATE DELLE CASE.

POI ABBIAMO POTUTO VEDERE UNA SFILATA DELLE MITICHE 500 E DOPO TANTO PICCANTE PER FINIRE UN MAXI BABA' CON PANNA E RITORNO IN SERATA A CASA. 

 

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2008

     

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